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Merlinone 11-12-2023 15:16

Viaggiare con un gatto: esperienze personali
 
Ciao a tutti,

ho visto che ci sono varie persone su questo forum che chiedono come e se viaggiare con un gatto, ma non ho trovato un post che riassuma questo tema. Provo quindi a raccontare la nostra personale esperienza (enfasi su "personale") tratta da una specie di diario che scrissi tempo fa.

Fin da quando abbiamo preso un gatto nel 2020 (durante la pandemia) sapevamo che avremmo dovuto viaggiare spesso con lui, per lavoro e per vacanze. Per un po' l'abbiamo dato ad un'amica, che però poi ha cambiato casa e quindi anche questa possibilità è andata perduta. Viviamo in una zona piuttosto remota di un'isola e non abbiamo trovato una persona di cui fidarci per dargli da mangiare. In più è molto abituato a stare con noi, quindi l'idea di lasciarlo in un ricovero non ci attirava per niente.

Quindi, dopo avere letto molto, parlato con il vet etc. abbiamo deciso di provarci. La mia esperienza personale è che il nostro gattone non solo si sia abituato a viaggiare, ma a parte certe situazioni un po' stressanti gli piaccia moltissimo scoprire posti nuovi e fare nuove esperienze. Scrivo qui le nostre esperienze personali, senza assumere che siano estendibili ad altri gatti, ma nella speranza che altri raccontino le loro esperienze di viaggio con i loro gatti. E magari qualche consiglio.

AEREO

Vivendo su un'isola, dobbiamo prendere l'aereo ogni volta che usciamo di qui. Una volta risolte tutte le questioni burocratiche (passaporto, vaccinazioni, etc.), pagato il passaggio (salatissimo su certe compagnie) e soprattutto PRENOTATO CON MOLTO ANTICIPO perché i posti per i pet sono molto limitati a 2-3 per volo su molte aerolinee, il viaggio si è rivelato tutto sommato abbastanza semplice, tranne una volta in cui abbiamo scoperto che per un errore della compagnia il nostro volo con pet risultava prenotato solo su una delle due tratte per cui non ci volevano fare imbarcare col gatto.

Panico, ma poi il personale della compagnia ha risolto il problema e all'ultimo momento siamo potuti partire invece di restare intrappolati in uno stopover... Consiglio quindi di usare estrema attenzione che tutto sia a posto con la prenotazione, i documenti, etc.

Per quanto riguarda l'esperienza in volo, molto dipende dal personale di bordo. A volte ce lo lasciano tenere sulle gambe, a volte sono molto restrittivi e deve restare tutto il tempo nel trasportino sotto il sedile, che per lui non è divertente (ma in genere gli lascio comunque il trasportino aperto anche se è agganciato all'interno....)

Il nostro gattone è sempre molto tranquillo e socievole. Il momento più complicato è quello del decollo, quando i motori sono al massimo. La mia ipotesi è che ci sia qualcosa nelle frequenze emesse dai jet a piena potenza che gli fa MOLTA paura. Comincia a miagolare e quindi tengo sempre una mano per carezzarlo dentro al trasportino. Ma dura un minuto, e una volta in volo si tranquillizza, di solito dorme tutto il tempo, guarda fuori, si fa carezzare dagli altri passeggeri. Ho delle bellissime foto in cui guarda tranquillo fuori dall'oblò o fa il cretino con qualche hostess... :)

La prima volta che ha volato due anni fa abbiamo provato a dargli un tranquillamente suggerito dal nostro vet, ma non mi piaceva vederlo mezzo drogato, e comunque non dura tutto il volo, che dura 7-8 ore da quando usciamo a quando arriviamo da qualche parte in Europa, incluso lo stop di due orette e il tempo speso in attesa del primo volo (non esistono collegamenti diretti da qui per quasi nessuna destinazione).

Altro consiglio: di solito non lo facciamo mangiare dalla notte prima E mi porto dietro pannoloni e un asciugamano in caso...

Una volta in aeroporto, durante lo stop, lo lascio uscire dal trasportino (ne ho provati diversi, i migliori mi sembrano quelli morbidi e grandi ma leggeri. Devo ancora provare lo zaino per gatti che ho comprato) che di solito lascio semiaperto in cima al carrellino che si usa per i bagagli mentre vago per i terminali. In molti aeroporti ci sono aree riservate ai pet ma spesso sono occupate dai cani. Meglio le aree all'aperto, magari se c'è un'aiuola. Mi sembra comunque che si diverta un sacco a guardare tutto quel casino, la gente che passa, gli altri pet. Si fa spesso accarezzare da qualche viaggiatore o bambino incuriosito.

E ogni volta che prendo un aereo mi sembra più tranquillo della volta prima....


AUTO

Abbiamo anche fatto molti viaggi in auto a noleggio, anche di migliaia di km complessivi, trasferendoci da un punto all'altro ogni 2 o 3 giorni.

Qui le cose sono più complicate: il 95% delle volte è tranquillo. Non ama stare nel trasportino o sotto i sedili di solito, ma si mette ad osservare le altre auto e le cose che passano steso nella sua cuccia sul lunotto posteriore (lo teniamo legato per sicurezza, ma fuori dal trasportino in genere). Di solito va tutto bene. Poi, ogni tanto, NO. Comincia a lamentarsi. In quel caso appena possibile ci fermiamo e gli facciamo fare una bella passeggiata, cosa che lui ha imparato ad apprezzare, specie se non c'è troppa gente intorno. Sempre accanto a noi, legato ad una sottilissima corda da montagna di circa 12 metri di lunghezza ma vicino a me in genere. La cosa che gli piace di più è esplorare boschi, salire e scendere dagli alberi, annusare in giro e guardarsi intorno. Ovviamente bisogna tenere conto di tutto questo tempo perso e cercare di essere molto flessibili. Comunque, più va in auto e più si abitua.

HOTEL / B&B

Questa è la parte più divertente dei viaggi col nostro "gattone", infatti sembra apprezzare tantissimo arrivare in una casa nuova, con una netta preferenza verso gli AirBnB rispetto agli hotel, forse perché non sente rumori dalle stanze vicine che lo innervosiscono.

Quando arriviamo lo facciamo entrare e sembra divertirsi un mondo ad esplorare il nuovo ambiente in tutti i dettagli e poi scegliere un posticino dove sdraiarsi guardando dalla finestre tutto quello che succede. Stress assolutamente ZERO. In genere scegliamo case un po' isolate in mezzo alla natura, quindi lo porto in giro il giorno dopo per giardini, parchi, stalle, etc. E sembra divertirsi veramente tantissimo ad incontrare nuovi animali e nuove piante, che annusa e cataloga ogni volta. Una volta ha trovato un porcospino e siamo rimasti ad osservarlo una buona oretta... mi guardava proprio con aria "mi spieghi che è 'sto coso???". Aveva anche l'aria di avere realizzato che "piccolo non significa indifeso" per la prima volta in vita sua. L'unica cosa cui bisogna stare attenti ovviamente è se c'è qualche gatto o cane stanziali. Essendo un gattone superpacifico non avrebbe problemi. Anche i cani gli piacevano ma poi ha avuto una brutta esperienza con il cane di un'amica che gli ha abbaiato contro, e da allora preferisce tenerli alla larga.

Incontri con Homo Sapiens

Il nostro gatto è abituato, è sempre vissuto in un ambiente tranquillo e sereno, ed AMA incontrare nuova gente. Incontrare in casa nuovi umani gli piace un sacco: li guarda, si avvicina, si fa accarezzare e cerca in qualche modo di farsi "piacere". Quello che non gli piace è la gente che si avvicina da una certa distanza, SE all'aperto. In tal caso è chiaramente in allerta, ma quando si avvicinano la paura passa completamente.


Luoghi all'aperto

precisato che è abituato a passeggiare al guinzaglio - ma solo in ambienti isolati - distingue chiaramente tra foreste - che ama tantissimo - e luoghi aperti e spiagge, che invece lo rendono nervoso, per cui non ce lo portiamo più.

FERRY

Può essere che prenda un ferry di 3 giorni la prossima volta... Se l'argomento interessa eventualmente racconterò come è andata (di solito prendo una cabina, e c'è un ponte riservato ai pet dove farli stare all'aperto durante il viaggio. Non lo lascerei mai negli spazi dedicati dove si ritroverebbe chiuso e solo).


CONCLUSIONI

In generale, precisando di nuovo che abbiamo esperienza esclusivamente del nostro gatto, sembra sempre in equilibrio tra un po' di paura e una incredibile, infinita curiosità, ma quasi sempre vince la seconda. Tutto sommato il bilancio è estremamente positivo: viaggiare col nostro gatto è un'esperienza divertente per tutti, ma bisogna essere flessibili, tranquilli, e pensare molto in anticipo.

L'altra cosa che ho notato è che più lo porto in viaggio e più si abitua e gli piace. Meno viaggia e più è complicato riabituarlo, all'inizio.

Spero che queste esperienze un po' strane possano risultare utili a qualcun altro, e di leggerne altre...

Merlinone 12-12-2023 12:04

Re: Viaggiare con un gatto: esperienze personali
 
aggiungo una cosa che avevo dimenticato:

TRENO

Ho portato il mio gatto in treno una sola volta, e debbo dire che è stato di gran lunga il mezzo di trasporto più semplice: il treno era semivuoto (e il viaggio è durato solo un'ora e mezzo) per cui ci siamo seduti in una zona abbastanza deserta e dopo un po' l'ho fatto uscire dal trasportino. Si è seduto sulle mie gambe e ha guardato fuori il paesaggio che gli passava davanti, le stazioni, la gente che saliva e scendeva. Una signora con un bambino si sono avvicinati e lui tranquillo si è fatto accarezzare. Ho l'impressione che lo sferragliare dei treni, al contrario di quello dei motori, non gli dia fastidio (ma è solo una teoria).



Ripeto, a scanso di equivoci, che questa è la mia esperienza. Forse si tratta di un gatto particolare, abituato fin da piccolo a stare in mezzo alla gente e a vivere in un mondo molto tranquillo, senza mai un richiamo o un gesto violento, e ad avere molta fiducia negli esseri umani. Anche dal veterinario non mostra alcuna paura: si accomoda sul tavolo e si fa curare tranquillamente, sembra quasi affettuoso con lui. Non ha mai mostrato alcun segno di aggressione nei nostri confronti, vuole solo giocare tantissimo, ma mai un graffio. Siamo stati veramente fortunati.

Merlinone 25-04-2024 09:16

Re: Viaggiare con un gatto: esperienze personali
 
come ho scritto altrove siamo di nuovo in viaggio, per cui ho pensato di aggiungere qui qualche nota nella speranza che possa tornare utile a qualcuno che si appresta a prendere un gatto e ha necessità (o voglia) di non rinunciare a viaggiare.

Siamo partiti da casa, arrivati in aereo a Madrid, e preso un'auto a noleggio (più grande del solito, proprio perché c'è Merlino), con cui siamo andati in Cantabria (Nord della Spagna), per poi seguire la costa verso Ovest, poi verso Sud fino a Lisbona, da cui mia moglie prenderà un volo (lavora fuori metà anno circa) mentre io tornerò a Madrid in auto per poi prendere l'aereo di ritorno.

Questa volta ci siamo fatti dare due tranquillanti molto più blandi dal veterinario per il volo: uno per ogni volo. Ha funzionato benissimo. Merlino ha dormito tutto il tempo e non si è mai lamentato. A Madrid abbiamo cominciato il nostro road trip.

In passato abbiamo fatto varie prove: lasciarlo quasi libero in auto (legato alle cinture, per ovvi motivi di sicurezza sua e nostra) con un cuscino messo sul lunotto posteriore. Gli piaceva sulle autostrade, passava tutto il tempo a guardare le auto che passano e il paesaggio dai finestrini. Ma appena si imboccava una strada con un po' di curve cominciava a lamentarsi (mal d'auto). In questi casi io cerco una piazzola di sosta dove ci fermiamo. E qui il primo consiglio che mi sento di dare: se il viaggio per esempio è previsto che duri due ore, aggiungerne altre due per eventuali soste. Niente fretta, sempre molto disponibili.

In questi casi, se si lamenta un po', spesso lo lasciamo scendere, sempre legato e magari fare una piccola passeggiatina nei dintorni. Merlino ama i boschi (bè, è un Norwegian... Forest!). Annusa piante, alberi (su cui a volte si arrampica), tracce, ascolta i suoni che vengono dalla foresta muovendosi con cautela. 100 metri al massimo di raggio, poi tende a tornare all'auto. Naturalmente al guinzaglio. in più gli mettiamo sempre un GPS da gatto in caso si stacchi. Questo GPS è utile perché misura anche le ore di attività (e di sonno, eccetto che di notte lo togliamo). Negli anni si è abituato che... passeggiare in zone sconosciute è OK ma... sempre con me accanto... non si sa mai!

Altro consiglio è di stargli molto dietro in auto. Gli parliamo, lo carezziamo nel trasportino, gli mettiamo oggetti familiari accanto (una copertina, un giochino). La cassetta sempre pronta sotto il sedile di dietro in caso voglia fare qualcosa, magari durante una breve sosta. Merlino all'inizio era nervoso in auto. Adesso ha come capito che "viaggio in macchina" significa nuove esperienze, nuovi odori, nuove piante ed animali. E che l'inevitabile stress aggiuntivo vale l'esperienza... Sembra infatti sempre più contento, anche se è passato un anno dall'ultimo "road trip". A volte adesso entra in auto da solo e volentieri. E durante il viaggio si mette a dormire. Prima invece era chiaramente sempre in allertaa.

Una volta arrivati esplora sempre cm per cm il luogo (hotel o B&B). Gli piace molto entrare in tutti i cassetti, armadi, locali, spazi. Gli spostiamo la lettiera da viaggio in bagno e gli mettiamo acqua e cibo a volontà, che di solito mangia con grade piacere. Qualche treat appena arrivato. Acqua fresca dal rubinetto. Le prime volte era un po' impaurito, ma adesso sembra assai incuriosito da quello che c'è in queste "case", in questi luoghi diversi e mai visti. Sembra avere compreso che anche se il luogo è nuovo e sconiosciuto, con noi è sicuro lo stesso.

Di solito prendiamo case con un giardino e silenziose, proprio per lui, un po' fuori dai centri abitati. Lo leghiamo al suo lunghissimo cordino fuori e stiamo insieme a lui dandogli tempo per adattarsi: se vuole rientrare lo facciamo rientrare. In un paio di giorni si abitua. Soprattutto si abitua sempre più in fretta.

Se andiamo a farci un giro durante il giorno ovviamente resta in casa, però torniamo non troppo tardi per stare insieme a lui, e la mattina prima di andare via ci gioco, ci passeggio, andiamo a esplorare insieme i dintorni. Una volta tornati lo porto nuovamente fuori. Un breve giro, con i suoi ritmi, nei dintorni. Di solito 1 metro al minuto... :-) standogli sempre molto vicino. Lui avanza piano piano, si guarda in giro, annusa, si diverte magari a lavarsi i denti con qualche pianta affilata. Quando si è stufato (diciamo che non ama le maratone: 42 metri piuttosto che km...) si torna a casa. Ieri c'era una mucca nerissima a pochi metri dalla casa. Non aveva mai visto un animale così GROSSO... lo ha scrutato per ore da un muretto del giardino. Si capiva che avvertiva la presenza di molti animali al pascolo lontano. Poi però quando siamo andati in giro la curiosità lo divorava e non ha potuto fare a meno di avvicinarsi un po' a vedere che razza di animale era, così ENORME rispetto a quello che aveva visto fino ad oggi.

Oggi ci spostiamo in un altro AirBnB. Intendiamo fermarci a fare un picnic se il tempo lo consente.

Senza Merlino i nostri viaggi non sarebbero assolutamente così pieni ed interessanti. Certo: viaggiare con un gatto richiede una certa programmazione ed un certo impegno (e qualche costo in più) ma alla fine l'esperienza è molto più bella. Certamente moltissimo dipende da gatto a gatto, ma se si capita bene viaggiare con un gatto si può ed è forse anche più semplice che con un cane: non sporcano, non abbaiano, non devono uscire di casa ogni poche ore!

Non ci si deve insomma arrendere dando per scontato che un gatto possa solo stare a casa, o in giardino, o fare rapidi trasferimenti eventualmente. Anche loro sono in grado di adattarsi, e la loro curiosità è un elemento essenziale nello sviluppare questa capacità. Ma bisogna provarci quando sono piccoli, e stargli molto dietro, senza trasferire le nostre eventuali ansie. Questo è il messaggio che mi sento di dare.

Seguiranno altre cronache ed esperienze... ;)

Migiap 25-04-2024 12:00

Re: Viaggiare con un gatto: esperienze personali
 
Ah quanto mi piace leggere dei viaggi d Merlino 😍
Secondo me siete stati fortunati ad incontrarvi perché lui sicuramente è un gatto che sarà portato per queste avventure ma voi siete stati bravi a capirlo, assecondarlo e rassicurarlo 🙂 Insomma siete perfetti l'uno per l'altro 💕
Io per esempio ne ho uno che credo avrebbe potuto diventare come il tuo, più o meno, ma io stessa non viaggio mai, per svariati motivi. In passato lo abbiamo portato a fare una passeggiata nella vicina villa comunale e si è divertito, esplorava, ovviamente con la pettorina. Spero che le cose migliorino e di poterlo fare nuovamente. 🙂

Merlinone 26-04-2024 09:31

Re: Viaggiare con un gatto: esperienze personali
 
Quote:

Originariamente inviato da Migiap (Messaggio 2179970)
Ah quanto mi piace leggere dei viaggi d Merlino 😍
Secondo me siete stati fortunati ad incontrarvi perché lui sicuramente è un gatto che sarà portato per queste avventure ma voi siete stati bravi a capirlo, assecondarlo e rassicurarlo 🙂 Insomma siete perfetti l'uno per l'altro 💕
Io per esempio ne ho uno che credo avrebbe potuto diventare come il tuo, più o meno, ma io stessa non viaggio mai, per svariati motivi. In passato lo abbiamo portato a fare una passeggiata nella vicina villa comunale e si è divertito, esplorava, ovviamente con la pettorina. Spero che le cose migliorino e di poterlo fare nuovamente. 🙂

Bè, se ti piace allora ti ammorbo un altro po'... :approve:.

Ho letto del tuo ed effettivamente, la matrice sembra quella... ;) , ma non essendo un esperto di gatti non saprei che dire, Migiap: Mi baso solo sull'esperienza, unica per me, di questo gattone che, rispetto a quello che leggo, effettivamente sembra un po' fuori dal comune.

Siamo appena arrivati nella nuova casa, in Galicia, dopo circa dieci (10!) ore di auto, tra autostrada e strade tortuose, ma ieri Merlino è stato fantastico. Vero che dopo una mezz'oretta dalla partenza si lamentava un pochino. Siamo subito usciti dalla statale per una stradina che portava ad un boschetto e l'abbiamo fatto passeggiare. Era un po' nervoso, probabilmente la strada principale era troppo vicina, e dopo un'altra mezz'oretta è risalito da solo in auto e siamo ripartiti....

Da quel momento... km, km e km. Mezzo addormentato e tranquillo tutto il tempo.

Ad un certo punto deviamo per andare verso una di queste meravigliose spiagge isolate e trovo una piccola stradina bianca, che portava ad un parco naturale sul mare. Non c'era nessuno. Lo faccio scendere al guinzaglio e si mette a girare tranquillo e felice, annusando ogni angolo, pianta, usando una piccola quercia come fosse un grattatoio. Si capisce che quella radura, il fresco, la luce del sole, l'erba, lo rende felice. Seguendoci letteralmente come... un cagnolino (scusa Merlino, non ti offendere eh! :p).

Devi sapere che ha imparato un bel po' di parole, ma una cosa in particolare per qualche motivo l'ha mandata a memoria: se dico "'ndiamo'ndiamo'ndiamo!!!", smette qualsiasi cosa stia facendo e si mette a trottare veloce :D Non so come, ma lo ha imparato! Quel messaggio per lui è veramente un invito alla corsa insieme a me!

Abbiamo passeggiato a lungo https://postimg.cc/XrKnv8zj. Abbiamo letto insieme il cartello di ingresso del parco: https://postimg.cc/gr6FJsxC che descriveva tutti gli animali e le piante. Pareva proprio che il posto gli piacesse!

Dopo circa un'oretta era esausto, è risalito in auto, lo abbiamo messo nel trasportino e siamo ripartiti. Dopodiché non si è ne visto ne sentito per tutte le seguenti 5 ore, sempre a dormire come un ghiro nel suo trasportino. L'esperienza, e la "camminata" (mezzo km più o meno...tanto per lui), lo devono avere esaurito. Siamo anche scesi a prendere un caffè (auto sempre in vista) in un piccolo borgo marinaro, ma nessun problema. Dormiva come un ghiro.

Ora siamo in una bellissima casa in uno sperduto paese dell'interno. E' un po' agitato perché ci sono 3 gatti qui, che si sono avvicinati a me con aria amichevole. Ma poi l'hanno visto all'altro capo del cordino e l'hanno guardato con l'aria "vieni fuori e ti spieghiamo due cosette su chi comanda..." ma lui ha capito "ehi ciao gattone nuovo! Ti va di giocare insieme?" :). Per cui vaga per casa sperando di vederli dalle finestre. Di solito si avvicina agli altri gatti con tranquillità e curiosità, da gatto democratico e pacifico, ma in un'altra casa l'altr'anno i "padroni di casa" lo hanno aggredito brutalmente, in barba al contratto di Airbnb che includeva anche lui quindi lo teniamo sotto stretto controllo.

Prima si guardavano attraverso la finestra. Ha dormito al piano di sopra del nostro letto a castello. Ideale per luoi. Qui intorno bellissimi boschi di betulle, eucalyptus e pini, prive di sottobosco, proprio quello che piace a lui... Piove ma il suo pelo idrofobo lo protegge e spesso non gli importa niente di bagnarsi.

Merlinone 26-04-2024 10:35

Re: Viaggiare con un gatto: esperienze personali
 
Visto che piove a dirotto :mad: aggiungo una nota su quello che mi porto sempre dietro quando vado in vacanza. Se qualcuno ha altri consigli gliene sarei grato.

- PASSAPORTO con tutte le vaccinazioni e l'antipulci (che deve essere applicato di recente se si viaggia in aereo). Per i viaggi all'estero va fatto anche un certificato per i viaggi rilasciato dal vet. In Spagna è obbligatorio.

- copia stampata della prenotazione con il gatto ricevuta dalla compagnia aerea al momento della prenotazione che almeno nel caso di Iberia va fatta obbligatoriamente per telefono, non sul sito web. Molto importante in caso ci siano discussioni al check-in (capitato anche questo a causa di un errore a Fiumicino).

- trasportino morbido e leggero, ma non troppo morbido (questo lo è e lo dovrò cambiare). Deve essere anche ben ventilato. Ho provato uno zainetto ordinato su Amazon ma si è rivelato troppo grande per l'aereo. Bravo cretino. :confused:

- MOLTI "pannoloni" circa 20x30 cm, da mettere nel trasportino (me li ha dati il vet stesso), in caso faccia qualcosa (è successo, credo come effetto del tranquillante che gli diedi la prima volta, molto - troppo - forte).

- un rotolo di scottex per pulire in caso di disastri.

- molte (10) buste dell'immondizia da 5 litri, per buttare "avanzi".

- cibo secco (io calcolo 60-70 gm al giorno per il nostro gatto, meno per gatti più piccoli) e umido del tipo che preferisce, in modo da non rischiare di trovarsi senza della sua marca preferita. In un AirBnB le simpaticissime proprietarie gli hanno lasciato una scatola di umido tutta per lui. :kisses: Inoltre qualche treat del tipo che gli piacciono di più. Comunque in aereo e in in auto non gli diamo mai cibo (nausea e per evitare che debba fare le sue cose spesso). Comunque sia non mangia durante gli spostamenti.

- il suo panno preferito, sia da usare come copertina per il trasportino in caso sia nervoso, sia per dormirci sopra sui divani degli hotel. A volte metto anche un qualcosa di mio usato nel trasportino.

- il suo cuscino preferito per la notte.

- 3 scodelline, per secco, umido ed acqua + un paio di piatti di carta per emergenza.

- un po' di acqua, anche se in viaggio tendiamo a non dargliela

- il suo giochino preferito. Di solito ci gioca dopo 24-48 ore dall'arrivo in un posto

- il GPS, con il suo collare indipendente ed il cavo di ricarica (e un adattatore USB - USB-C per ricaricarlo anche dal computer se necessario). Tutte le mattine glielo applico carico al 100%. Inoltre verifico che l'app sul telefono "veda" il tracker. Inoltre una volta arrivato a destino lo aggancio al wifi locale perché così consuma molto di meno finché sta in casa.

- Guinzaglio e corda lunga con due piccoli moschettoni, con una pettorina già provata e "sicura".

- Una dose di tranquillante per l'andata ed una per il ritorno (che va tenuta tutto il tempo al riparo dalla luce), anche se non sempre gliela do. Se lo faccio, sempre calcolando che al decollo siano passate due ore dalla somministrazione, dato che è il momento più difficile in genere per lui.

Tra tutto sono diversi kg, che vanno previsti nel bagaglio se viaggio in aereo.

Migiap 26-04-2024 11:05

Re: Viaggiare con un gatto: esperienze personali
 
Troppo forte quando guarda il cartello con le indicazioni 😅
Beh ci vuole molta organizzazione per portarlo con sé ma di sicuro dà soddisfazione 🙂
Senza contare che stare lontani e saperlo da solo a casa sarebbe triste. Sicuramente, nel suo caso, meglii portarlo con voi.

Merlinone 26-04-2024 20:27

Re: Viaggiare con un gatto: esperienze personali
 
Quote:

Originariamente inviato da Migiap (Messaggio 2179977)
Troppo forte quando guarda il cartello con le indicazioni 😅
Beh ci vuole molta organizzazione per portarlo con sé ma di sicuro dà soddisfazione 🙂
Senza contare che stare lontani e saperlo da solo a casa sarebbe triste. Sicuramente, nel suo caso, meglii portarlo con voi.

esatto, mi spiace ma preferisco portarlo quando posso. A volte lo lascio da due amici fidatissimi con cui ci scambiamo gatti da quando sono piccoli. Ma quando lo rivedo ho l'impressione che comunque gli siamo mancati e che non è lo stesso.

p.s. nella lista di cose da portare con se ho dimenticato uno (meglio due) grattatoi di quelli da pochi euro di cartone ondulato, necessari per evitare che raschino i mobili delle case e degli hotel dove andiamo.

straycat2 28-04-2024 15:39

Re: Viaggiare con un gatto: esperienze personali
 
io ho sempre portato con me il micio che avevo partendo da Ziggy e poi Baudelaire, con Nathan Mirtilla non ho mai viaggiato

Con Ziggy ma anche con Baudelaire ricreavo lo stesso ambiente che aveva a casa comprensivo di grattatoio, una sera di tanti anni fa era l'ultimo dell'anno ci siamo dovuti fermare a Bologna, (noi viaggiavamo in macchina) perchè in autostrada non si vedeva niente per la forte pioggia e quella notte Ziggy è stato buonissimo (non ha fatto neanche un bisogno perchè io non avevo portato su la sabbietta) e abbiamo trascorso la notte in un alberghetto di Bologna che poi la mattina abbiamo scoperto che era un albergo a ore, ecco perchè a Marco il tizio gli aveva detto "quante ore"...

con Baudelaire avevamo affittato un appartamento per dieci giorni ed anche lui si è abituato bene, non ha sofferto per la mancanza della casa di Roma.

con Nathan Mirtilla non viaggiamo più perchè non è capitato di muoversi neanche in estate, il lavoro ha assorbito tutto, forse in seguito lo rifaremo di nuovo, ma il problema è che Marco è innamorato del Friuli e di Cormons (ci voglionno 6/7 ore per arrivare, un lungo viaggio), e quindi la destinazione sarebbe quella e ci vogliono tanti giorni a disposizione e secondo me non sono vacanze da fare in 3 giorni.

Merlinone 28-04-2024 19:40

Re: Viaggiare con un gatto: esperienze personali
 
Quello che proprio non capisco - troppo complicato per me - è il "cat risk assessment" :) (valutazione del rischio da parte dei gatti).

Ho notato che è difficile sapere a priori se Merlino si troverà bene in una casa (o in un hotel). A volte va bene, a volte meno. I suoi criteri di valutazione sembrano MOLTO diversi dai nostri. Non ci è nemmeno chiaro se dipende dal fatto se è irritato da qualcosa (il viaggio in aereo... stanchezza... incontri), da fattori esterni, o da qualche sensazione.

Siamo arrivati in una casa molto bella, grande, silenziosa, con un bel giardino, ma ho notato da subito che, al contrario che nella casa precedente, c'era... un problema. Niente di grave, solo guardava fuori.

Nella casa precedente (piccola, molto carina e tranquilla) si è trovato benissimo sin dall'arrivo. Ha esplorato ogni cm2, come sempre. Poi, dopo una sosta sulla porta di qualche minuto, ha azzardato qualche passo in giardino. Un metro per volta, annusando ogni spigolo/angolo/filo d'erba. Guardandosi intorno e aspettando qualche secondo prima di muoversi un altro metro. Nonostante un animalone gigante che lo guardava dall'altro lato della strada (una mucca, nera come la pece, per la cronaca). Non aveva mai visto un animale di queste dimensioni da vicino, ma si è subito dato da fare con lucertole e altre tracce di animali.

Qui invece c'era "un problema". Dopo un po' ho capito. L'ho portato un po' in giardino e... dall'altra parte è spuntato un gatto miagolante come un disperato. Mi si è subito avvicinato in cerca di coccole ma... poi ha visto MERLINO! :confused:

A quel punto si è bloccato con l'espressione "uh oh! E questo chi da dove viene???" :mad:

Subito dopo sono arrivati altri 2 gatti locali, l'hanno visto, e subito si sono avvicinati con l'aria da "adesso ti spieghiamo chi comanda nella zona..." :devil:. Con me vicino, nonostante non avessi, un atteggiamento aggressivo, anzi, si sono tenuti a distanza, fissandolo con quegli occhi tondi ed enigmatici tipici loro. Ma questi giorni è stato tutta una manovra psicologica: il gatto originale, quello superamichevole che saliva sulla finestra, Merlino che ci saliva dal lato interno, quello che scendeva. Avvicinamenti, soffi a distanza, miagolii (che sentiva solo lui, per inciso), sguardi mantenuti per vari minuti, etc.

Ieri in giardino l'apoteosi: confronto a meno di un metro con il gatto iniziale. Che tra l'altro mi si è letteralmente spalmato addosso alla ricerca di coccole. Forse i proprietari lo lasciano qui da solo quando vanno via e lui ha molta voglia di contatto umano? chissà...

Comunque, piano piano le cose si sono aggiustate. Dopo 2 giorni, che - mi sembra - è il periodo tipico di adattamento di Merlino ad un posto, mi pare che si sia stabilito un "patto di non belligeranza" per cui si guardano a distanza in quel modo tipico da gatti che passano mezz'ora immobili e accucciati come fossero signore a prendere il te. Solo che non c'è il te e tutti stanno in silenzio. Insomma, alla fine anche qui è diventato abbastanza tranquillo. Esce (ma solo con me accanto e fermandosi ogni mezzo metro), si gode il bellissimo sole di oggi, annusa, si lava i denti coi fili d'erba, gioca tranquillo insieme a me, mangia etc. Il "risk assessment" è stato completato e dice che si può stare fuori, ma adottando criteri di sicurezza di livello "elevato". Niente uscite per strada, annusare sempre prima di muoversi. Tornare a casa entro mezz'ora.

Che strani animali che sono i gatti... :confused:

Merlinone 01-05-2024 09:19

Re: Viaggiare con un gatto: esperienze personali
 
Sappiamo bene che è difficile intuire cosa pensi un gatto. Da quando, circa 85 milioni di anni fa, le nostre strade si sono separate, evoluzionaristicamente parlando, qualcosa è cambiato tra noi e loro, molto più che con i cani, da cui si sono separati un po' più di recente (51 milioni di anni fa e mezzo). In quei 34 milioni di anni qualcosa di radicale dev'essere successo.

Quando viaggio con Merlino mi chiedo sempre, quindi, se lo stress che sicuramente prova nel cambiare territorio e nello stare in quel cubicolo compensa la scoperta di luoghi, odori, piante, animali nuovi che lo aspettano. Spero di si, ma non ne sono e non ne sarò mai certo. L'altro ieri abbiamo fatto un viaggio lungo. E' sempre più abituato ai viaggi. Alla fine ho l'impressione che gli piacciano ma... chissà, non lo posso dire con certezza. Dopo solo mezz'ora dalla partenza, come fa di solito, ha cominciato a lamentarsi un pochino. Ci siamo fermati appena possibile in una stradina laterale, ai margini di un bosco di Eucalyptus. E' sceso e abbiamo fatto insieme una lunga passeggiata, al suo solito ritmo di circa... un metro ogni 10 secondi :). Annusava dappertutto, si fermava a guardare gli alberi intorno. Poi è voluto tornare alla macchina e siamo ripartiti. 500 metri misurati dal GPS, una maratona per un esserino come lui. Da quel momento è stato tranquillo. A pranzo, qualche ora dopo, ci siamo fermati ai margini di una spiaggia, su un prato all'ombra di alcune conifere, con una duna coperta di vegetazione che ci proteggeva da una bellissima spiaggia deserta. Li si è scatenato: si arrampicava sugli alberi, vagava sui sentierini tra le felci, in lungo e in largo. Non si fermava più! Dopo pranzo siamo ripartiti e poco dopo siamo arrivati in una piccola casetta che abbiamo affittato, molto isolata (anche pensando a lui) ai margini di un bosco di querce, ma davanti ad un grande pascolo.

Sceso dall'auto abbiamo capito subito che questo era veramente un 5 stelle per gatti! Ha immediatamente fatto un giro dei dintorni, con la consueta prudenza, è salito di scatto su una quercia, albero che non conosceva e di cui ha "apprezzato" la corteccia tipo grattatorio. Poi si è infilato in casa e ha cominciato come al solito ad ispezionare ogni stanza, ogni angolo, ogni mensola, come fosse un agente immobiliare in cerca di acquirenti. La casa è un unico monolocale con un grande soppalco da cui può monitorare tutto. Due grandi finestre sui due lati al piano di sopra avevano però una specie di mensola, perfetta per lui. Dalle foto avevo pensato che gli sarebbe piaciuto spendere il suo tempo li sopra, e infatti così è stato: https://postimg.cc/DmMHQSN2. Il sole e l'aria fredda aiutano (anche la stufa a pellet la sera). Ha vagato, sempre insieme a me, un po' dappertutto, spingendosi a oltre cento metri, una traversata oceanica per lui, considerato che si tratta di un luogo sconosciuto. Ha esplorato una legnaia guidato dall'olfatto che gli diceva che qualcosa di molto interessante ci si nascondeva. Alla fine è rientrato in casa, esausto, e si è messo a dormire su quelle mensole in alto, guardando la finestra, proprio sopra la testata del nostro letto.

Unico problema: due cavalli pascolano e scorrazzano proprio davanti casa https://postimg.cc/tYL0bsdr . Non aveva mai visto questi animali "giganteschi". Alla fine un cavallo pesa 70 volte quanto lui. Immaginate cosa penseremmo se, di colpo, dopo una vita tranquilla a casa, ci ritrovassimo di fronte a dei giganti del peso di 5 tonnellate e mezza, che ci sovrastano in altezza di 8 volte e si muovono ad una velocità impensabile per noi.

Questa cosa ovviamente lo preoccupa, e incuriosisce allo stesso tempo. Ma abbiamo notato che se lo facciamo uscire dalla porta sul retro, quella che dà sul querceto, il problema non si pone, e adesso passa parte del tempo li, annusando ogni anfratto tranquillo e curioso, per poi riparare a casa velocissimo.

Comunque sia, sbaglierò, chi può dirlo, ma a me sembra che queste esperienze alla fine gli migliorino la vita, e che il bilancio tra benefici e stress sia positivo. Almeno lo spero Merlino. Di sicuro questi viaggi non sarebbero lo stesso per noi, senza di te.

Aletto 01-05-2024 10:02

Re: Viaggiare con un gatto: esperienze personali
 
Con queste esperienze acquisisce competenze che altrimenti gli sarebbe impossibile avere.
Cat risk assesstment: è questione di diversa percezione del mondo tra generi e specie diverse.
Lui poi rientra a casa, che non è la sua, velocissimo.
100 mq di area di perlustrazione non sono poi molti. Direi che sono necessari al fine della percezione di cui sopra.
500 metri misurati col GPS, in linea più o meno retta se percorsi con la dovuta circospezione di cui hanno bisogno, cominciano ad essere una lunga passeggiata.
In queste trasferte non scelte da lui ma da voi, seppure con la massima accuratezza nei suoi confronti, non ha il tempo di aderire al territorio.
Mi incuriosisci più tu che Merlinone :)

Merlinone 05-05-2024 09:44

Re: Viaggiare con un gatto: esperienze personali
 
Diciamo che gli ultimi giorni sono stati un po' difficili per Merlino.

Ci siamo spostati più rapidamente (solo due notti nello stesso tempo, giusto il tempo per lui per abituarsi). Ieri in auto ha cominciato a miagolare insistentemente. Cosa strana perché pioveva e di solito si mette in quello che noi chiamiamo "modo pioggia" (rainy mood): tranquillo e sonnacchioso. Ci siamo fermati in diversi luoghi per farlo muovere un po' ma era chiaramente teso ed allarmato. C'è da dire che abbiamo fatto molta autostrada e forse il rumore dell'asfalto, molto forte, anche a causa della pioggia, lo impauriva, ma la cosa non è affatto certa.

Poi una casa, questa volta in città, non era di suo gradimento. Perché? Chi lo sa... Forse c'era qualche suono (le auto sotto la strada?), ma da dentro si sentivano "poco". O forse era innervosito dal viaggio.

Adesso siamo in un altro appartamento in cima ad un palazzetto di Lisbona (che piacevole sorpresa il Portogallo!) e dopo un viaggio un po' difficile ieri invece sembra di colpo tranquillo e a suo agio. Forse l'arredo, la posizione, la presenza di molto legno e di anfratti un po' ovunque, la vista, la presenza di piccioni sul terrazzino.

Non è facile comprenderlo. In fondo, come dicevo, se evoluzionisticamente siamo più "vicini" ai topi (e a moltissimi altri mammiferi) che ai felini in generale, qualcosa si è "rotto" durante il loro sviluppo e siamo molto lontani dalla loro sensibilità, che almeno per me resta misteriosa.

Domani ultima tappa del viaggio. Molto lunga e da solo con lui (mia moglie passa lunghi periodi per lavoro in viaggio e domani riparte da qui). Vedremo come va, prevedo molte pause.

Sto stilando una lista di "lessons learned" (lezioni apprese) per il prossimo viaggio, che magari potranno essere di aiuto per qualcun altro che vuole provare, o deve farlo per forza, questa esperienza. Peraltro molto, molto interessante... :kisses:

E grazie, Aletto, per il commento! :)

Aletto 05-05-2024 14:34

Re: Viaggiare con un gatto: esperienze personali
 
Commento frettoloso il mio
Durante le trasferte, numerose e a tappe, il gatto è costantemente sotto scacco data l’imprevedibilità dei nuovi territori che gli si prospettano all’improvviso. Come fai a sapere che due notti gli sono sufficienti?
Lo scacco dovrebbe essere prevedibile per essere gestito al meglio da una specie che non migra ma è stanziale.
Il gatto sceglie il suo territorio anche in base alla sicurezza che offre, qualora non soddisfacesse questo o altri requisiti, sarebbe costretto a cercarne un altro.
L’evoluzione ha differenziato non solo generi e specie ma anche, nell’ambito dello stesso genere, il fatto di vivere in società organizzate o come solista, ed il gatto è un solista. Non importa da quanti milioni di anni le grandi scimmie si sono separate dai numerosi altri generi di viventi, perché a tuttora anche i paleoantropologi hanno difficoltà a trovare il ceppo primario del genere homo (il termine specie sta per essere abbandonato), figuriamoci quindi la difficoltà di avere notizie certe della differenziazione antecedente dovuta sia agli habitat in trasformazione sia agli effetti climatici delle centinaia di milioni di anni fa. Comunque ci sono dati tassonomici abbastanza attendibili, almeno per il momento.

Non si è “rotto” niente durante l’evoluzione. Cosa si sarebbe rotto? Che finalità avrebbe avuto la non rottura o la rottura? Nessuna. Cercare di dare un senso all’evoluzione è però un errore abbastanza comune, che ci spiazza sempre quando si rileva la sua essenza di bricoleur.

Quello che è più importante, a mio avviso, è che la nostra percezione ci isola nella nostra specificità di individui e di esseri umani, per questo ti poni domande non appropriate alla sua specie.
Per capire le altre specie, e quello che si aspettano dal mondo bisogna studiarle con rispetto ed affetto, e poi allenarsi.

Merlinone 05-05-2024 19:41

Re: Viaggiare con un gatto: esperienze personali
 
Quote:

Originariamente inviato da Aletto (Messaggio 2180040)
Commento frettoloso il mio
Durante le trasferte, numerose e a tappe, il gatto è costantemente sotto scacco data l’imprevedibilità dei nuovi territori che gli si prospettano all’improvviso. Come fai a sapere che due notti gli sono sufficienti?

Non posso dirlo con certezza. Però mi sembra che dopo due giorni - a volte più, a volte meno, naturalmente - si rilassi: gioca, trova i suoi spazi preferiti, esplora un territorio più ampio ed esprima un atteggiamento. Non posso dirlo con certezza ma mi sembra che questo sia la tendenza. Almeno per Merlino. Altri gatti... non lo so.
Quote:

Originariamente inviato da Aletto (Messaggio 2180040)
Non si è “rotto” niente durante l’evoluzione. Cosa si sarebbe rotto? Che finalità avrebbe avuto la non rottura o la rottura? Nessuna. Cercare di dare un senso all’evoluzione è però un errore abbastanza comune, che ci spiazza sempre quando si rileva la sua essenza di bricoleur.

Attenzione, non ho detto che l'evoluzione abbia un senso. E' un fatto però che certe specie siano più differenti di altre dalla nostra. E' quindi lecito supporre che ci siano differenze nei comportamenti più o meno ampie.

I topi, solo per fare un esempio, beninteso, adottano una strategia "trial & errors" per l'apprendimento simile a quello dei bambini (vedi Zhu & Kuchibhotla, Current Biology 2024 per chi fosse interessato). Questo comportamento non sembra comune a "clade" (gruppi di animali che condividono un progenitore comune) diversi da quello che ci accomuna ai roditori o ai canidi.

Al di là di questo, è interessante osservarlo in azione in contesti diversi da quelli cui è abituato. In questa casa per esempio è stranamente attratto da uno specchio attaccato al muro nella sala da pranzo (ho anche controllato se ci fosse una webcam dietro). Ma sta sempre a riflettersi e ad affacciarsi. Non lo fa a casa e non l'ha mai fatto altrove, nonostante gli sia capitato di avere specchi in cui "affacciarsi". Perché? Forse c'è semplicemente qualcosa/qualcuno che parla dall'altra parte del muro e lui immagina che quella sia la porta che porta di là, non essendo abituato a vivere in un appartamento. Non lo sappiamo e non lo sapremo mai, probabilmente. Ma la cosa è senz'altro curiosa. E dopodomani si torna a casetta...

Aletto 05-05-2024 22:04

Re: Viaggiare con un gatto: esperienze personali
 
È vero, non hai detto che l’evoluzione ha un senso. Mi sembrava implicito al tuo ragionamento.

Ma che senso ha la frase
“E' un fatto però che certe specie siano più differenti di altre dalla nostra. E' quindi lecito supporre che ci siano differenze nei comportamenti più o meno ampie.”?
Non capisco, mi sembra talmente ovvio da non necessitare approfondimenti in tal senso. Ma non fa niente.

Ci sono molti modi di apprendere prescindendo dal progenitore di appartenenza, recentemente è uscito un testo del mio docente il cui titolo è “Apprendimento animale, e le variabili che lo influenzano”. Qualora interessasse.*

L’apprendimento per tentativi ed errori è uno dei tanti utilizzati. Se lo circoscriviamo, osserviamo solo una piccola parte della mente animale, ivi compresa la nostra.
Quello che mi piace di più è l’insight.
Ma, per spaziare tra specie diverse, l’apprendimento comincia col porsi un problema cui segue tutto il resto.
La mia sensazione è che tu tenda caratterialmente a schematizzare tutto, e che Merlino te ne dia l’opportunità facendo involontariamente con lui quello che faceva Skinner con i suoi animali da laboratorio, ossia ho la sensazione che tu sia caratterialmente behaviourista, ma è solo la mia sensazione.
Avendo invece io studiato anche zooantropologia cognitiva, ho una visione completamente diversa.
Il micio forse sarà contento ad un certo punto di ritrovarsi, come per magia, a casetta.

* un link ad una intervista in proposito
https://www.google.com/url?q=https:/...Us22dc5L1ygdUP

Merlinone 06-05-2024 20:01

Re: Viaggiare con un gatto: esperienze personali
 
Oggi quasi 700 km: da Lisbona centro a Madrid, da solo con lui, in auto, dopo avere lasciato all'aeroporto mia moglie che doveva partire per lavoro. Praticamente tutta autostrada.

Al confine tra Portogallo e Spagna un'enorme cartello annunciava la presenza in un mall di un negozio con "todo para tu mascotas". Sono andato e ho comprato un trasportino un po' meglio di quello che avevo insieme ad un gancio per la cintura di sicurezza dell'auto. Sembra avere apprezzato alquanto.

Questa mattina, come al solito, appena partiti miagolava un po', quindi mi sono fermato diverse volte per farlo passeggiare. Ormai ho capito che 1) devo stare lontano dalla gente e 2) deve esserci un boschetto con sottobosco "praticabile" :). Ho pranzato in una specie di autogrill che aveva uno spazio all'aperto (vuoto) e lui si è accucciato tranquillamente per terra. Sembrava tranquillo. Dopo pranzo è salito in auto e ho provato a lasciarlo (quasi, era legato ad una delle cinture del sedile posteriore) libero in auto. Ha funzionato: si è messo sul lunotto posteriore ed ha dormito tutto il tempo. 300 km senza alcuna sosta. Adesso siamo in un hotel dove si è messo immediatamente a mangiare - cosa che non fa MAI in viaggio - e a dormire, dopo avere usato la sua "lettiera da viaggio" pieghevole.

Ricordo che scrivo queste note sempre con l'intento di aiutare qualcuno che non volesse rinunciare a viaggiare anche se ha un gatto. Certamente bisogna sapersi adattare, ma francamente a me sembra che almeno questo gatto - o forse un certo tipo di gatti, non sono in grado di dirlo - si abitui facilmente ai viaggi in auto. Anni fa sembrava soffrire di mal d'auto ma ormai anche questo è passato. Sembra avere compreso il meccanismo: "la mattina si parte, un po' una scocciatura, ok, devo sciropparmi qualche ora di auto e poi un rapido trasferimento in trasportino dentro un "posto" nuovo. Ma il tutto mi permette di vedere nuovi luoghi, panorami, strane cose, annusare animali e piante nuove, senza che ci siano troppi rischi, tutto sommato." :D Ha girato un po' per la stanzaannusando tutto, entrando negli armadi, provando tutte le mensole. E adesso si è messo a dormire. Domani aereo per casa.

Merlino comunque, debbo dire, sei proprio un tesoro. :kisses: E pensare che sono sempre stato un "dog person"... :disapprove:

Merlinone 07-05-2024 22:15

Re: Viaggiare con un gatto: esperienze personali
 
ultima tappa del viaggio... e la più difficile

Purtroppo avevo tempi molto tirati questa mattina, per cui quando si è messo a miagolare - come fa sempre appena partiti - in auto mentre andavo in aeroporto, non ho potuto fermarmi (eravamo su una trafficatissima strada di Madrid).

Siamo arrivati in aeroporto e lo sentivo miagolare parecchio nel suo nuovo trasportino. Fatto il check-in senza problemi, che all'aeroporto di Madrid, almeno al terminal T4, viene fatto in un boot a parte riservato ad animali e oggetti ingombranti (saltati grazie a lui almeno tre quarti d'ora di fila... :) ), sono andato al gate e lo sentivo sempre molto nervoso. Cercavo di carezzarlo mettendo una mano dentro al trasportino, come faccio sempre in momenti difficili (funziona).

Ma il peggio è successo quando sono andato in bagno: qualcuno ha acceso un asciugamani, di quelli Dyson che emettono un suono acuto e fortissimo, e a quel punto Merlino è letteralmente... impazzito. Ha cominciato a miagolare fortissimo ed a rotolarsi terrorizzato nel trasportino talmente forte da farlo cadere dal carrellino. Non lo avevo mai, dico mai, visto così. A quel punto sono uscito di corsa perché era nel panico totale (e tenermela... ma per lui questo e altro ;) ). L'ho portato in un angolo deserto del terminale e gli ho dato il tranquillante leggero che mi ero portato dietro. Piano piano per fortuna si è calmato. L'ho anche lasciato uscire dal trasportino, sempre legato naturalmente e con GPS, e si è accoccolato accanto a me.

Mi è dispiaciuto molto questo episodio. Regola per il futuro: mai entrare in un bagno pubblico con Merlino!!!

Il volo è andato bene: neanche un lamento, ma ho preferito coprire il trasportino con un panno che mi ero portato. D'altra parte Iberia mi aveva lasciato i due posti accanto liberi, cosa che abbiamo entrambi MOLTO apprezzato....

A destinazione era ancora intontito. Preso il taxi, arrivati a casa, vado per pagare il taxi e lui, approfittando di un momento di distrazione... esce dal trasportino... tirandoselo appresso (lo avevo agganciato!), cominciando a correre come un pazzo per la campagna, terrorizzato anche per il trasportino che lo seguiva... :( . Il gancio che lo teneva si è spezzato e a quel punto è andato a farsi un giro... intorno a casa sua. E vabbè, tornato qualche ora dopo, molto stanco e un po' disorientato, anche per il caldo eccessivo. Ora sta vicino a me sul letto e, ho l'impressione, ancora un po' "rinco" per questa lunga avventura, da cui abbiamo... imparato MOLTO. Entrambi, credo.

Conclusioni: per me, tutto sommato, è stata una bellissima esperienza. Per lui... lo spero di cuore! E ho imparato molte cose per la prossima volta. Ho notato, rispetto agli altri 2 viaggi che avevo fatto con lui, che si è un po' abituato (per esempio non soffre più il mal d'auto), ma che bisogna stare sempre molto attenti alle decisioni che si prendono. Per esempio evitare di stare troppo poco - diciamo meno di 3-4 giorni - nello stesso hotel/B&B. Poi cercare sempre luoghi molto tranquilli dove dormire, con un bosco accanto se possibile (ma forse perché la sua razza, Norwegian Forest, lo richiede), ma evitando pascoli per la presenza di grossi animali, che lo spaventano.

Per i viaggi in macchina, meglio lasciarlo stare sul lunotto posteriore (legato, o con una rete di protezione, per la propria e sua sicurezza). E niente soste in spiagge da cui si oda il rumore delle onde. Naturalmente quando si sta in un posto, meglio lasciarlo in "casa". E sempre molte, moltissime coccole e giochi quando si torna a casa!

Un saluto a tutte/i. Spero che queste nostre esperienze, per quanto personali, possano servire a qualcuno di voi che in futuro voglia cimentarsi con un "road trip con gatto". Il mio consiglio è di abituarlo / testarlo da piccolo a viaggiare. Ne vale la pena. Un gatto, o forse QUALCHE gatto, può viaggiare. Per me e mia moglie l'idea di lasciarlo a casa sarebbe d'altronde impensabile...

Merlinone 08-05-2024 21:08

Re: Viaggiare con un gatto: esperienze personali
 
Quote:

Originariamente inviato da Aletto (Messaggio 2180043)
Ci sono molti modi di apprendere prescindendo dal progenitore di appartenenza, recentemente è uscito un testo del mio docente il cui titolo è “Apprendimento animale, e le variabili che lo influenzano”. Qualora interessasse.*

* un link ad una intervista in proposito
https://www.google.com/url?q=https:/...Us22dc5L1ygdUP

Molto interessante e stimolante.

Ovviamente guardando l'intervista (metà per adesso) ho solo scalfito il suo lavoro, e non mi è del tutto chiaro cosa questo comporti nella pratica, ma certamente interessante per capire meglio la nostra relazione con questi animali.

Grazie, quindi. La prossima volta che passo in Italia comprerò qualche suo libro. Di solito vado proprio a Bologna quindi non dovrebbe essere difficile trovarlo in una delle splendide librerie che ci sono in quella città.

Aletto 09-05-2024 11:49

Re: Viaggiare con un gatto: esperienze personali
 
Quote:

Originariamente inviato da Merlinone (Messaggio 2180068)
Molto interessante e stimolante.

Ovviamente guardando l'intervista (metà per adesso) ho solo scalfito il suo lavoro, e non mi è del tutto chiaro cosa questo comporti nella pratica, ma certamente interessante per capire meglio la nostra relazione con questi animali.

Grazie, quindi. La prossima volta che passo in Italia comprerò qualche suo libro. Di solito vado proprio a Bologna quindi non dovrebbe essere difficile trovarlo in una delle splendide librerie che ci sono in quella città.

I suoi testi sono piuttosto di difficile lettura, ovviamente dipende da chi legge.
Questo in particolare sono più di 500 pagine che parlano della mente animale, di come apprende l'animale e di conseguenza di come costruisce il suo mondo a seconda della specie di appartenenza, con approccio cognitivo zooantropologico. Per cui se fossi in te, prima mi informerei su cosa significhi "approccio cognitivo zooantropolgico" e poi con calma mi informerei sul resto.
Qua e là nei miei post ho scritto qualcosa qui nel forum, perché effettivamente sarebbe troppo lungo abbracciare il discorso in modo ampio e completo.

Il libro attualmente lo trovi più facilmente sul sito Marchesini Etologia alla sezione bookshop

Link di breve durata alla comprensione, da parte nostra, su come funziona l'insight:
https://www.youtube.com/watch?v=gskSC0eqJnc


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