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Il comportamento dei vostri a-mici Se avete dubbi, domande o esperienze sul comportamenteo dei vostri a-mici postate qui.

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Vecchio 04-06-2019, 21:17   #1
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CharlieRed
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Predefinito Piccolo sfogo-bisogno di ascolto

Ciao a tutti, ho bisogno di sfogarmi.
Per chi ancora (giustamente!) non mi conosce, sono una new entry, ho due gatti. Red, femminuccia di due mesi, rottame trovato venerdì durante una passeggiata in campagna in via di ripresa dai suoi acciacchi, e Charlie, maschione bianco e nero di 7 anni, preso il 9/06/2012, non castrato ma perfettamente in salute. (NB. non lo abbiamo castrato appena preso perché era una spesa che al momento non potevamo affrontare, io non ero manco maggiorenne e non lavoravo, i miei anche erano disoccupati; crescendo poi il vet disse che per castrarlo era troppo tardi e al massimo avrebbe fatto delle punture -di cosa, non so- ad effetto temporaneo).
Charlie è un gatto adulto, estremamente abitudinario. Da piccolo, come tutti i cuccioli, era una trottolina, giocava letteralmente anche con la sua stessa ombra, amava le fusa, ha preso il biberon per più di un anno e, quando a fatica siamo riusciti a staccarlo, ciucciava le dita, le braccia, le magliette della gente. Crescendo è diventato sempre più schivo, sempre più solitario. Non ama più le coccole, essere preso in braccio, non fa più le fusa se non raramente, non ama la gente, la compagnia, il rumore. Ha le sue abitudini, la sua routine. A suo modo è affettuoso, nel senso che quando vede che qualcuno di noi esce e manca per diverse ore (io all'uni, mio fratello con i suoi impegni ecc), tende a coricarsi sugli effetti personali di chi non vede dentro casa; forse è un caso, ma io l'ho interpretato come un "so che non ci sei mai, ma io ci sono sempre". Poi magari se lo prendo in braccio si dimena perché vuole scendere, però di base ci vuole bene a suo modo. Essendo un gatto, è per sua natura anarchico e indipendente.
Da qualche giorno abbiamo preso Red. Vi dirò, ho i sensi di colpa a mille.
Red è una scricciola di due mesi e qualche grammo, l'abbiamo trovata più morta che viva, ha rischiato di venire schiacciata da mezzi agricoli. Ora si sta riprendendo, prende le sue medicine, mangia. E, come ogni cucciola della sua etÃ*, esplora. Gioca, corre, si arrampica. Oggi in particolar modo. Per giorni è stata a dormire ininterrottamente nella sua cesta, debole com'era, non aveva nemmeno la forza di usare la lettiera. Ora sta molto meglio, ed è bellissimo. Ma... c'è un ma. Dal momento che ora nella cesta non ci vuole stare più, trottorella per tutta la cucina. E a Charlie questo non piace. Ho cercato di farlo abituare gradualmente, facendogli sentire l'odore di Red tramite stoffe e vestiti vecchi che usiamo per tenerla comoda. Quando l'ho fatto sembrava disinteressato, indifferente.
Oggi a pranzo Charlie è venuto in cucina, ha fatto scorpacciata di pappa, si è "annusato" intorno, è andato ad annusare Red che dormiva nella sua cesta, e si è innervosito. Ha mangiato di nuovo per il nervoso (è una cosa che tende a fare quando è teso), ha fatto di tutto per uscire dalla cucina e tornare a dormire in camera di mio fratello (il suo posto solito), poi ha fatto entra-esci dalla cucina una decina di volte, finché non si è rassegnato a dormire al suo solito posto. Lì per lì non ci ho dato peso, penso il suo sia un comportamento normale, è diffidente, ci sta che non dica "ehi mi casa es su casa" così, al primo giorno.
I due gatti hanno passato tutto il pomeriggio separati. Red in cucina, Charlie nella zona notte.
Poc'anzi però è successa una cosa spiacevolissima, per la quale mi sento davvero tanto in colpa.
Red e Charlie si sono scontrati in cucina. Lei scorrazzava giocando con un filo di lana, lui era venuto a mangiare. Beh, non so come sono andate le cose, perché sto in camera mia a studiare, però quando mi sono precipitata in cucina c'era la piccola che cercava di avvicinarsi a Charlie, e lui arrabbiatissimo, forse spaventato, che soffiava verso Red. L'ho presa di scatto e l'ho fatta uscire. Charlie ora non si fa avvicinare da nessuno, non si fa accarezzare.
Era giÃ* successo un altro incontro ravvicinato, il primo giorno che ho portato Red a casa, qualche giorno fa. Stessa scena, lei che cerca compagnia, lui che soffia e si arrabbia. Quel giorno i due sono stati nel balcone grande, entrambi, Charlie nascosto dietro una pianta gigante e lei spaparanzata al sole. Lui la guardava con sospetto, non ha chiuso gli occhi nemmeno per un secondo.
In questi giorni quindi si sono visti faccia a faccia due sole volte, anche perché Red, rottame com'era, l'abbiamo tenuta "isolata" nella sua cesta.
Ora Charlie sta malissimo. Si vede, ne sta soffrendo tanto, e io mi sento estremamente in colpa. In questi giorni l'ho coccolato un po' di più del solito. Non sembrava gradire, a dir la veritÃ*, ma non mi ha nemmeno allontanato bruscamente. Andavo da lui mentre dormiva, lo accarezzavo sulla pancia, sul musetto e lui impassibile.
Mi sento veramente malissimo. Da un lato sono contenta per Red, che sta sempre meglio. So di aver fatto una buona azione verso di lei. Dall'altro però mi sento male, come se stessi "tradendo" Charlie, che non ha fatto niente per meritarsi questo trattamento. Ho paura che possa lasciarsi morire per la gelosia, so che ad alcuni gatti accade. Spero non accadrÃ* a lui, perché non saprei perdonarmelo.
E niente, tutto qui, fine dello sfogo. Grazie per aver letto fin qui. Si accettano consigli e racconti di esperienze analoghe.
CharlieRed non è collegato   Rispondi Citando Vai in cima
Vecchio 04-06-2019, 22:22   #2
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babaferu
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Predefinito Re: Piccolo sfogo-bisogno di ascolto

Innanzitutto, accogliendo red avete fatto una cosa bellissima e di questo dovete andare orgogliosi e fieri, e se continuate con lo spirito con cui siete partiti ogni cosa con pazienza andra' al suo posto.
Ora charlie e' disorientato, c'e' un intruso che sta nel suo territorio, vicino ai suoi luoghi preferiti, che poi credo siano di condivisione con voi umani (il salotto col caminetto).
Anche la nostra lluvia ha sofferto l'introduzione prima di miccia e poi di abebe, poi alla lunga hanno trovato un equilibrio che comunque e' sempre dialettico, sono scelte che facciamo noi umani sulla loro pelle e sul territorio che condividiamo, e' giusto sentirsene responsabili, d'altra parte che altro potevate fare?

Ora che red e' in casa secondo me potreste aiutare charlie rispettando i suoi tempi, facendo in modo che abbia i suoi spazi (non c'e' un luogo piu' neutro dove tenere la cuccia di red?), fate in modo che non si senta minacciato sul cibo, che abbia la sua routine, non forzatelo all'incontro, lasciategli dei luoghi esclusivi, per esempio la stanza di tuo fratello. Lei e' una cucciola questo da un lato puo' rendere piu' semplice l'inserimento, dall'altra i cuccioli a volte sono proprio rompini, vogliono giustamente giocare e confrontarsi, e a volte superano il limite di sopportazione dell' adulto, cui va data un po' di tregua lasciandogli delle vie di fuga e distogliendo le energie del cucciolo. Ma vedrai poi.
Intanto, dai dai dai e' presto per disperarsi, quantomeno il tuo charlie non pare uno che si lascia morir di fame!
Aspettiamo aggiornamenti
Baci, ba
Ps dici molte cose su charlie che meriterebbero maggiore attenzione, per ora mi sono concentrata sull'inserimento.

Ultima Modifica di babaferu; 04-06-2019 at 22:29.
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Vecchio 04-06-2019, 23:27   #3
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CharlieRed
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Predefinito Re: Piccolo sfogo-bisogno di ascolto

Io sinceramente stavo pensando di fare una cuccia "di serie B" per Red in cameretta mia, con la lettiera e tutto, anche se non è un'idea proprio igienica mettere una lettiera nella stessa stanza in cui dormo. In questo modo però la cucina, il balcone grande, sarebbero tutti spazi neutri.
Comunque prima sono andata a a coccolare un po' Charlie, per consolarlo. Si è fatto accarezzare per un po', le coccole sul mento gli sono piaciute. Avevo sulle mani l'odore di Red, l'ho fatta apposta, così capisce che Red è un qualcosa di positivo di cui non ha motivo di sentirsi minacciato. Magari a lungo andare è una strategia che funziona.
Curiosità: @Babaferu, tu come hai sistemato le cucce quando hai introdotto il nuovo gattino? Nel senso, in quali stanze della casa dormivano i "veterani" e dove invece i nuovi arrivati?
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Vecchio 04-06-2019, 23:29   #4
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CharlieRed
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Predefinito Re: Piccolo sfogo-bisogno di ascolto

Comunque Charlie sul cibo non è assolutamente minacciato. Mangia tantissimo e mangia roba che a Red non piace, e che non potrà mangiare ancora per un po', visto che per ora la piccolina ha difficoltà anche a masticare i bocconcini umidi sminuzzati e fatti a pappetta, figurati se si va ad assaggiare i croccantini duri e secchi di quel puma!
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Vecchio 05-06-2019, 07:04   #5
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Predefinito Re: Piccolo sfogo-bisogno di ascolto

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Originariamente inviato da babaferu Visualizza Messaggio
........Ps dici molte cose su charlie che meriterebbero maggiore attenzione, per ora mi sono concentrata sull'inserimento.
Anche secondo me, il biberon per più di un anno, a fatica sono riusciti a staccarlo, ciucciava le dita, le braccia, le magliette della gente, e poi il suo distacco quasi totale, come fosse stata una scelta lungamente elaborata e mediata dall'ambiente suo, le esperienze vissute e come le ha maturate, e quello esterno, che tra parentesi, non sono mai due ambienti separati e distinti.

Proviamo a pensarci ba
Quanto aveva Charlie quando lo avete accolto?

Nessun senso di colpa CharlieRed, non l'avete cercata su internet o tramite volontari di zona, ma l'avete trovata in condizioni pietose e pericolose per la sua vita e avete fatto ciò che andava fatto, e la piccola ora si sta riprendendo alla grande. Sta diventando forte mentre sia Charlie che te vi state ponendo domande e reagendo, ognuno relativamente alla propria specie.
Penso che con un po' di calma tutto possa procedere per il meglio, e pensa che Charlie sta rivedendo tutte le sue teorie che si erano consolidate in sette anni.


"Quando mi trastullo con la mia gatta chissà se essa non faccia di me il proprio passatempo più di quanto io faccia con lei" Montaigne
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Vecchio 05-06-2019, 15:16   #6
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Anche secondo me, il biberon per più di un anno, a fatica sono riusciti a staccarlo, ciucciava le dita, le braccia, le magliette della gente, e poi il suo distacco quasi totale, come fosse stata una scelta lungamente elaborata e mediata dall'ambiente suo, le esperienze vissute e come le ha maturate, e quello esterno, che tra parentesi, non sono mai due ambienti separati e distinti.

Proviamo a pensarci ba
Quanto aveva Charlie quando lo avete accolto?

Nessun senso di colpa CharlieRed, non l'avete cercata su internet o tramite volontari di zona, ma l'avete trovata in condizioni pietose e pericolose per la sua vita e avete fatto ciò che andava fatto, e la piccola ora si sta riprendendo alla grande. Sta diventando forte mentre sia Charlie che te vi state ponendo domande e reagendo, ognuno relativamente alla propria specie.
Penso che con un po' di calma tutto possa procedere per il meglio, e pensa che Charlie sta rivedendo tutte le sue teorie che si erano consolidate in sette anni.
Charlie lo abbiamo preso che aveva forse meno di un mese, aveva gli occhi azzurrissimi, se trovo una foto metto il link. La sua mamma morì di parto. La signora che ce lo ha dato aveva due gatte, entrambe incinte nello stesso periodo, quindi questa signora si è trovata la casa piena di micetti ed era pronta ad abbandonarli in campagna (come qualcuno avrà fatto con Red e il suo fratellino). Noi più di un gatto non potevamo prendere, altrimenti sinceramente ne avrei presi di più, anche perché penso che un paio non sia riuscita a darli via e li abbia abbandonati veramente.

Relativamente al comportamento di Charlie: io e lui eravamo legatissimi, ma tanto tanto. Poi nel 2015 mi sono trasferita fuori per l'uni, a casa non ci tornavo quasi mai e penso fortemente che lui si sia risentito di sta cosa, perché faceva l'offeso quelle poche volte in cui mi vedeva. Di fatti poi legò con mio padre, che è diventato il suo punto di riferimento: fino a qualche tempo fa, Charlie si metteva seduto davanti al divano, aspettava che papà ci si sedesse e gli desse il "via" e Charlie, al "via", si metteva sulle gambe di papà e dormiva per ore, sia dopo pranzo che dopo cena. Mo sta cosa non la fa più da un po', ma non saprei dire con precisione da quanto; sicuramente era prima che arrivasse Red.
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Vecchio 06-06-2019, 08:56   #7
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Aletto
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Charlie lo abbiamo preso che aveva forse meno di un mese......
Il gattino non è mai autosufficiente nel processo di crescita, anche se è già gatto filogeneticamente, ha bisogno di essere seguito dalla mamma nelle fasi che sono uniche ed irripetibili. Da qui ci possono essere attaccamenti sicuri se la mamma è attenta e forma con i cuccioli un’unità sotto tutti i punti di vista perché tra lei ed i piccoli c’è osmosi emozionale, ed attaccamenti insicuri se è lei stessa insicura o noncurante.

Nonostante tutte le nostre attenzioni possibili ed immaginabili noi non riusciamo ad essere così gatti da fare le veci della loro mamma in sua mancanza, perché il primo referente di apprendimento è lei permettendo che il cucciolo riempia uno spazio evolutivo tramite il continuo dialogo ed interazione con la madre. Questo triangolo mamma-cucciolo-contesto permette uno sviluppo equilibrato dalla nascita fino al distacco.

Il distacco dalla mamma, che lei stessa permette e stimola, avviene a circa due mesi di vita. Comincia gradualmente a non allattarli e a portargli le prede. Nel caso di Charlie e di suoi fratelli, a causa della morte della mamma, è avvenuto subito lasciando il grande vuoto del ruolo materno e causando involontariamente discronia nelle fasi di apprendimento dovuta a deprivazione totale della sua presenza e del suo insegnamento.

E’ in questo contesto, in questa cornice, che Charlie è diventato titolare del suo processo evolutivo. E’ per questo che non si staccava dal biberon -anche perché noi non riusciamo ad assecondare la loro necessità di distacco ancora parallela alla necessità di attaccamento- Il tutto è durato un anno, per questo ha cercato dei surrogati, perché non c’era nessuno che poteva accompagnarlo ad esplorare i suoi piani di esperienza prossimali. Si è relazionato a voi ed a te in particolare, ma, come dicevo prima, nessuno di noi sa essere gatto.
Poi sei dovuta andare fuori casa per studiare e lui si è relazionato a tuo padre. Quando tornavi lo vedevi offeso, ma in realtà era una tensione interna che lui viveva, per cui preferiva l’evitamento. Oppure si può leggere in altro modo: il distacco da te come base sicura, seppure in età troppo avanzata c'era stato.

In questa situazione di crescita, diciamo lacunosa ed asimmetrica, ora c’è Red. E da quanto intuisco Charlie non ha avuto socializzazione primaria (quella con i consimili).

Anche lei come lui, ha già un vissuto difficile e forse vede in Charlie un possibile punto di riferimento, però al momento, lui non riesce a dare reciprocità di attaccamento ma non è detto che questo possa avvenire in un secondo tempo.
A quanto dici è un gatto che al momento preferisce l’isolamento che non credo sia duraturo, è una fase di vita di un gatto maschio adulto ed intero che non può esprimere la necessità di accoppiarsi, o forse sì?

Quindi Charlie è schivo, solitario, la sua sicurezza sono le abitudini ed i rituali, quello serale con tuo padre al momento lo ha eliminato.
Gioca? Se non gioca provate a stimolarlo solo per qualche secondo e pian piano aumentate il tempo e vedete se ne è interessato. Questo va fatto separatamente da Red e ti avviso subito che se non ha voglia di giocare, per noi è molto frustrante. Ma va fatto quotidianamente come dargli da mangiare, anche il gioco è nutrimento per riattivare le sicurezze e la percezione di sé.
Il gioco anche in un gatto adulto che vive in casa, è un forte stimolo per risvegliare quelle motivazioni di specie che, almeno da qui, sembrano sopite.
In altre parole è quello che a te sembra un lasciarsi andare, lasciarsi morire, ma non per gelosia perché il processo di perdita di desideri e stimoli era già avviato.
Vedrai che si riprenderà!
Mamma mia che pappardella!


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Vecchio 06-06-2019, 15:16   #8
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Il gattino non è mai autosufficiente nel processo di crescita, anche se è già gatto filogeneticamente, ha bisogno di essere seguito dalla mamma nelle fasi che sono uniche ed irripetibili. Da qui ci possono essere attaccamenti sicuri se la mamma è attenta e forma con i cuccioli un’unità sotto tutti i punti di vista perché tra lei ed i piccoli c’è osmosi emozionale, ed attaccamenti insicuri se è lei stessa insicura o noncurante.

Nonostante tutte le nostre attenzioni possibili ed immaginabili noi non riusciamo ad essere così gatti da fare le veci della loro mamma in sua mancanza, perché il primo referente di apprendimento è lei permettendo che il cucciolo riempia uno spazio evolutivo tramite il continuo dialogo ed interazione con la madre. Questo triangolo mamma-cucciolo-contesto permette uno sviluppo equilibrato dalla nascita fino al distacco.

Il distacco dalla mamma, che lei stessa permette e stimola, avviene a circa due mesi di vita. Comincia gradualmente a non allattarli e a portargli le prede. Nel caso di Charlie e di suoi fratelli, a causa della morte della mamma, è avvenuto subito lasciando il grande vuoto del ruolo materno e causando involontariamente discronia nelle fasi di apprendimento dovuta a deprivazione totale della sua presenza e del suo insegnamento.

E’ in questo contesto, in questa cornice, che Charlie è diventato titolare del suo processo evolutivo. E’ per questo che non si staccava dal biberon -anche perché noi non riusciamo ad assecondare la loro necessità di distacco ancora parallela alla necessità di attaccamento- Il tutto è durato un anno, per questo ha cercato dei surrogati, perché non c’era nessuno che poteva accompagnarlo ad esplorare i suoi piani di esperienza prossimali. Si è relazionato a voi ed a te in particolare, ma, come dicevo prima, nessuno di noi sa essere gatto.
Poi sei dovuta andare fuori casa per studiare e lui si è relazionato a tuo padre. Quando tornavi lo vedevi offeso, ma in realtà era una tensione interna che lui viveva, per cui preferiva l’evitamento. Oppure si può leggere in altro modo: il distacco da te come base sicura, seppure in età troppo avanzata c'era stato.

In questa situazione di crescita, diciamo lacunosa ed asimmetrica, ora c’è Red. E da quanto intuisco Charlie non ha avuto socializzazione primaria (quella con i consimili).

Anche lei come lui, ha già un vissuto difficile e forse vede in Charlie un possibile punto di riferimento, però al momento, lui non riesce a dare reciprocità di attaccamento ma non è detto che questo possa avvenire in un secondo tempo.
A quanto dici è un gatto che al momento preferisce l’isolamento che non credo sia duraturo, è una fase di vita di un gatto maschio adulto ed intero che non può esprimere la necessità di accoppiarsi, o forse sì?

Quindi Charlie è schivo, solitario, la sua sicurezza sono le abitudini ed i rituali, quello serale con tuo padre al momento lo ha eliminato.
Gioca? Se non gioca provate a stimolarlo solo per qualche secondo e pian piano aumentate il tempo e vedete se ne è interessato. Questo va fatto separatamente da Red e ti avviso subito che se non ha voglia di giocare, per noi è molto frustrante. Ma va fatto quotidianamente come dargli da mangiare, anche il gioco è nutrimento per riattivare le sicurezze e la percezione di sé.
Il gioco anche in un gatto adulto che vive in casa, è un forte stimolo per risvegliare quelle motivazioni di specie che, almeno da qui, sembrano sopite.
In altre parole è quello che a te sembra un lasciarsi andare, lasciarsi morire, ma non per gelosia perché il processo di perdita di desideri e stimoli era già avviato.
Vedrai che si riprenderà!
Mamma mia che pappardella!
Non ti scusare assolutamente per la pappardella anzi GRAZIE DAVVERO per aver trovato il tempo di rispondermi in maniera così precisa e articolata, credimi, ti leggo con piacere. Mi hai dato tantissimo su cui riflettere, e ho delle domande da farti, se non è troppo disturbo mi piacerebbe che mi rispondessi.

Allora, tu dici:
"Il distacco dalla mamma, che lei stessa permette e stimola, avviene a circa due mesi di vita. Comincia gradualmente a non allattarli e a portargli le prede. Nel caso di Charlie e di suoi fratelli, a causa della morte della mamma, è avvenuto subito lasciando il grande vuoto del ruolo materno e causando involontariamente discronia nelle fasi di apprendimento dovuta a deprivazione totale della sua presenza e del suo insegnamento.

E’ in questo contesto, in questa cornice, che Charlie è diventato titolare del suo processo evolutivo. E’ per questo che non si staccava dal biberon -anche perché noi non riusciamo ad assecondare la loro necessità di distacco ancora parallela alla necessità di attaccamento- Il tutto è durato un anno, per questo ha cercato dei surrogati, perché non c’era nessuno che poteva accompagnarlo ad esplorare i suoi piani di esperienza prossimali. Si è relazionato a voi ed a te in particolare, ma, come dicevo prima, nessuno di noi sa essere gatto." E io ti chiedo (visto che anche Red ha un vissuto particolare, visto che comunque è ancora cucciola e non voglio fare gli stessi errori che ho fatto con Charlie): Cosa ho fatto di sbagliato? Come mi sarei dovuta comportare? Ho fatto male a dargli il biberon per così tanto tempo? Avrei dovuto "sgridarlo" quando ciucciava le mani/vestiti? Probabilmente mamma gatta lo avrebbe staccato a forza, forse mi sarei dovuta imporre e farlo mangiare esclusivamente dal cibo industriale, ma non ho minimamente pensato che gli stavo facendo danno, non mi è proprio saltato in mente che forse prendere il biberon così tanto tempo avrebbe leso il suo sviluppo futuro. In testa mia stavo facendo una cosa giusta perché lo assecondavo.

Tu dici:
"Poi sei dovuta andare fuori casa per studiare e lui si è relazionato a tuo padre. Quando tornavi lo vedevi offeso, ma in realtà era una tensione interna che lui viveva, per cui preferiva l’evitamento. Oppure si può leggere in altro modo: il distacco da te come base sicura, seppure in età troppo avanzata c'era stato." Io non so proprio che lettura dare al suo comportamento. Quando lui ha iniziato a evitarmi io cercavo di "costringerlo" a volermi bene e a giocare di nuovo con me. Inizialmente più meno funzionava (nel senso che almeno si faceva "******" da me), poi però me ne andavo di nuovo e a un certo punto non ha funzionato più. Quando poi ha ricominciato a vedermi fissa dentro casa (quindi quando ho lasciato l'appartamento vicino l'uni) ha ricominciato ad accettare le coccole, anche se non c'era più il rapporto di prima. Prima lo prendevo in braccio, gli facevo le puzzette sulla pancia, mi faceva le fusa...
Ho pensato che fosse cambiato così per la vecchiaia. Ci sono rimasta male dal suo comportamento, ma non gli ho dato peso perché lo consideravo normale per un gatto adulto. Charlie è il secondo gatto che ho (prima di lui, un gattone trovato per strada di 8 mesi che è stato con noi per un annetto), ma è il primo che sta con noi per così tanto tempo, pensavo fosse normale per un gatto "staccarsi emotivamente" dai suoi curatori. Charlie cmq si è staccato parecchio da tutti, anche da mamma, papà e fratello, non solo da me.

Tu dici: "In questa situazione di crescita, diciamo lacunosa ed asimmetrica, ora c’è Red. E da quanto intuisco Charlie non ha avuto socializzazione primaria (quella con i consimili)" Non so cosa risponderti. Nel senso, Charlie, non essendo castrato, a ogni calore, esce di casa e ha rapporti con altri gatti. Suppongo quindi che con i maschi litiga per la supremazia della specie, con le femmine ha rapporti sessuali per lo stesso motivo. Ultimamente ha una fidanzata fissa, una gattina tigrata di rosso, sterile, che è di una coppia di vicini di casa. Ogni volta che esce, c'è sempre lei che lo aspetta. Sinceramente non so se hanno rapporti visto che lei è castrata, però escono spesso insieme. Di altri amici e amiche non saprei proprio. Però comunque lui ha modo di relazionarsi ad altri gatti. Non so in che termini perché non lo vedo, però comunque non sta sempre e solo in mezzo agli umani.

Tu chiedi: "A quanto dici è un gatto che al momento preferisce l’isolamento che non credo sia duraturo, è una fase di vita di un gatto maschio adulto ed intero che non può esprimere la necessità di accoppiarsi, o forse sì?" e io ti rispondo che penso proprio che il mio gatto abbia rapporti intimi. Noi la possibilità di uscire gliela diamo, anche perché come fai a tenere un puma di 10 kg in calore dentro casa? Ti distrugge tutto! Quindi lui per uscire esce. E penso proprio che quando esca abbia rapporti sessuali.


Tu dici:
"Quindi Charlie è schivo, solitario, la sua sicurezza sono le abitudini ed i rituali, quello serale con tuo padre al momento lo ha eliminato." Anche io ho notato che la sua sicurezza si basa molto sulla sua routine. Nel senso, è un'impressione che ho avuto anche io quindi mi sento di confermare pienamente la tua analisi in toto, e questo punto in particolare.

Poi chiedi:
"Gioca? Se non gioca provate a stimolarlo solo per qualche secondo e pian piano aumentate il tempo e vedete se ne è interessato. Questo va fatto separatamente da Red e ti avviso subito che se non ha voglia di giocare, per noi è molto frustrante. Ma va fatto quotidianamente come dargli da mangiare, anche il gioco è nutrimento per riattivare le sicurezze e la percezione di sé.
Il gioco anche in un gatto adulto che vive in casa, è un forte stimolo per risvegliare quelle motivazioni di specie che, almeno da qui, sembrano sopite.
In altre parole è quello che a te sembra un lasciarsi andare, lasciarsi morire, ma non per gelosia perché il processo di perdita di desideri e stimoli era già avviato.
Vedrai che si riprenderà!"
Ti rispondo: No, non gioca. Prima sì, giocava con qualsiasi cosa. Poi ha perso interesse. Gli ho preso qualche giochino tipo palline, dischetti con cui giocare "a flipper" per casa, fili di lana, qualsiasi cosa, ma ha perso l'interesse. E noi abbiamo smesso di provarci, perché si girava dall'altra parte, si scocciava, se ne andava a dormire, tutto questo già da diversi mesi. E anche qui abbiamo pensato che fosse per la vecchiaia. Io seguirò il tuo consiglio e proverò a farlo giocare, ma ti dico già che mi manderà a quel paese.
Comunque sì, le mie paura derivano proprio dal suo atteggiamento. Prima era distaccato, ma non aveva motivo di abbandonarci o stare male, visto che aveva tutto per sè. Ora che c'è Red lui si è distaccato di più, ma ora ha motivi seri per farlo ed è chiaro che la cosa mi preoccupi.

Piccolo update: oggi Red e Charlie si sono visti divisi da una zanzariera (lei in cucina, lui nel balcone grande), si sono soffiati. Lui ha soffiato a lei, lei ha reagito soffiando a lui. Lei è stata malissimo è rimasta nervosa e penso anche spaventata per almeno un'oretta dopo l'incontro, benché avessi abbassato la serranda, chiusi i vetri, chiuse le tende e tagliato ogni possibilità di vedersi dal vetro. Ho cercato di consolare lui per primo, di dare la priorità a lui, ma appena sono uscita fuori per cercare di accarezzarlo, lui si è messo dietro al cicas gigante e non si è fatto manco sfiorare.
Il loro incontro è stato casuale ma anche no: lei era già in cucina che mi faceva compagnia mentre rassettavo, lui è tornato (sta mattina sul presto è uscito) ed è uscito in balcone/giardino per andare a mangiare, uscendo tramite il secondo accesso al suddetto balcone. Io ne ho approfittato e ho cercato di farli vedere ma separatamente, come aveva consigliato il vet. Non lo avessi mai fatto! Ora si odiano ancora di più

Scusami tantissimo se mi sono dilungata. Non sentirti obbligato a rispondermi, fallo soltanto se e quando ne avrai voglia. Grazie ancora!
CharlieRed non è collegato   Rispondi Citando Vai in cima
Vecchio 06-06-2019, 21:55   #9
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Aletto
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Predefinito Re: Piccolo sfogo-bisogno di ascolto

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Originariamente inviato da CharlieRed Visualizza Messaggio
.... Non sentirti obbligato a rispondermi.... Grazie ancora!
Sono una femmina
Grazie di cosa! siamo qui per il benessere dei gatti
Eccoti un'altra pappardella

-Dunque, mamma gatta non li distacca a forza. Progressivamente, dopo aver insegnato ai piccoli ad usufruire delle risorse proprie della loro specie (e questo noi non lo sappiamo fare) e quindi aver insegnato ad implementare l’innato con l’appreso è normale per questa specie, e direi tutte le specie, che i piccoli inizino la loro vita per fatti loro. Tanto più che il gatto vive una vita da solista e non in branco, non si forma un altro gruppo ecc. Ma tu, relativamente alla nostra specie, non hai sbagliato ad allungare i tempi del distacco fisiologico, ti sei comportata anche di conseguenza a quello che ritenevi che Charlie ti chiedesse. Solo che le tappe dell’età evolutiva dei micini –e di altre specie- sono scandite da apprendimenti che se attuati troppo presto o troppo tardi non hanno la stessa validità e funzionalità: sono le cosiddette discronie.
Ma detto tra noi, ste cose chi le sa? Sono errori fatti in totale buona fede!

E mai sgridare un gattino o gattone, andiamo a minare il rapporto di fiducia tra noi e loro e tutto sommato, non ce lo possiamo permettere perché…….perché non siamo gatti e non li capiamo.

-Secondo me non possiamo pensare che la relazione con un gatto sia sempre uguale, è bello anche vedere come cambia, solo che noi vorremmo sempre lo stesso tipo di legame e sempre lo stesso tipo di risposte da parte loro. Qui, sulla relazione, si apre un capitolo troppo grande e liquidarlo in poche righe sarebbe un torto sia nei loro confronti che nei nostri, perché per esempio che importanza diamo al distacco emotivo?
-Quindi Charlie quando va fuori casa ha interazione con altri gatti e gatte, ok, bene! non lo sapevo. E la gatta che lo aspetta?! Che bel rituale hanno, che bella amicizia! Ne sono entusiasta!!!! E visto questo aspetto della sua vita che non conoscevo direi che è normale che giochi poco o nulla in casa. Fortunatamente cade l’ipotesi che sia un gatto che non ha stimoli e desideri, è un micio che ha un territorio anche al di fuori di casa e la casa ne è il nucleo. Ha meno necessità di giocare.

Ora c’è Red in quel nucleo, è normale che questo l’abbia spiazzato. Non credo sia più distaccato, solo che ha altro da pensare. Non forzerei l’andamento naturale delle cose, ha dati sufficienti per valutare la situazione e dare risposte secondo le sue necessità che non sappiamo se corrisponderanno alle tue. Di nuovo spunta fuori la relazione con le sue aspettative.

-I due oggi si sono visti e si sono soffiati, tutto sommato mi sembra normale per una specie che non vive in società e che per lo stesso motivo non ha neppure il bisogno sociale di rappacificarsi. Aspettiamo, diamogli tempo. Sono emozioni e sentimenti importanti. Charlie non si è lasciato toccare dopo il “fattaccio”, non poteva, non ce la faceva, aveva uno stato emozionale alterato. Non ti preoccupare, o meglio, valuta. Aveva solo bisogno di riportare tutto se stesso alla normalità. Come anche Red, hanno partecipato all’incontro/scontro ognuno con la propria mente e con il proprio organismo che non sono separati, sono legati e fusi in un tutt’uno inscindibile. Pensiamo a questo sia quando hanno emozioni e sentimenti positivi sia quando li hanno negativi.

-Red è un altro individuo, ha una soggettività comune alla specie ma una singolarità che le è propria, e già la sta vivendo.
Non farai gli stessi errori, ammesso che possano considerarsi tali.
Come ogni essere umano probabilmente avrai la tendenza affiliativa nei suoi confronti, vedi che spunta fuori come un fungo la relazione?


"Quando mi trastullo con la mia gatta chissà se essa non faccia di me il proprio passatempo più di quanto io faccia con lei" Montaigne
Aletto non è collegato   Rispondi Citando Vai in cima
Vecchio 06-06-2019, 22:58   #10
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CharlieRed
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Predefinito Re: Piccolo sfogo-bisogno di ascolto

Grazie per avermi risposto. Solo che rimane il fatto che non so come comportarmi.
Oggi Charlie mi ha vista un paio di volte in giro per casa con la piccola fra le braccia. Beh, da quando mi ha vista così mi ringhia contro. Ho cercato di farlo giocare col filo di lana, ma mi ringhia letteralmente contro e se ne va, cambia stanza. Non fa così con gli altri della famiglia, solo con me, perché cmq io ho sempre addosso l'odore di Red visto che sto sempre io con lei. Penso sinceramente che Charlie non mi voglia più bene, non si senta più legato a me, e questo mi spezza il cuore. Sicuramente è bello vedere un gatto crescere, vederlo adulto, forte, sicuro, ma mi sarebbe anche piaciuto vederlo ancora legato a me. Mi sento come se lo stessi tradendo e ho un sacco di sensi di colpa
CharlieRed non è collegato   Rispondi Citando Vai in cima
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