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Storie di mici e a-mici Fatti esilaranti e non della vita dei vostri A-mici.

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Vecchio 01-11-2019, 19:48   #1
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Davidino
Cucciolo
 
Utente dal: 10 2019
Paese: Pisa
Regione: Toscana
Sesso: Uomo
Gatti: 1
Messaggi: 26
Predefinito Confine tra voler bene ed esagerare

Considero la vita degli esseri umani pari a quella degli animali e voglio un bene dell'anima alla mia micia, altrimenti nemmeno l'avrei presa, ça va sans dire.
Fatta questa premessa, talvolta sento delle storie sui nostri amici pelosi (ma direi animali in generale) a mio modo di vedere un po' esagerate e vi chiedo fino a quale punto sareste disposti a sacrificare qualche aspetto della vostra vita per loro.

Vi riporto un paio di esempi che vengono dalla stessa persona, una mia collega.
1) Talvolta non esce la sera con gli amici per stare con la gatta, unico essere vivente "che mai mi tradirà" (ed è probabile sia comunque così)
2) Paga una cifra alta di affitto che, unita alle tasse, diventa ancora maggiore. Sono mesi che piange miseria perché i soldi le stanno finendo, avrebbe però trovato un altro appartamento dove risparmierebbe in maniera notevole ma a trasferirsi non ci pensa minimamente in quanto "per la gatta (che ha da un anno) cambiare casa sarebbe un trauma ed io voglio il meglio per lei". Nella sua concezione felina, i gatti si affezionano più all'ambiente che al padrone.

Sono il primo a preoccuparsi ed a farsi delle paranoie talvolta eccessive per la propria micia, ma mai arriverei a un punto simile.
Davidino non è collegato   Rispondi Citando Vai in cima
Vecchio 01-11-2019, 22:33   #2
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Aletto
Supergatto
 
Utente dal: 12 2014
Paese: Roma
Regione: Lazio
Sesso: Donna
Gatti: 3
Messaggi: 6,972
Predefinito Re: Confine tra voler bene ed esagerare

Provo a rispondere.
E proviamo a capire come ci coinvolge la relazione con un altro animale, uno a caso, il gatto

Come tutti gli animali anche noi abbiamo delle nostre motivazioni di specie, alcune più espresse di altre, che determinano l’incontro e facilitano la relazione (in base a questa o quella motivazione) con un altro animale e in quale ambito questa si svolge

Gli ambiti della relazione sono tanti ma prendiamo in esempio solo quello che descrivi.
La persona di cui riporti le conseguenze/derive di questa relazione probabilmente ha trovato in un gatto quello che non ha trovato altrove.
Cos’è il tradimento se non vedere la nostra fiducia colpita, il nostro ego colpito intimamente e apparentemente irrimediabilmente? Quali aspettative sono state deluse?
A volte avviene da parte di un fratello o sorella, del padre o della madre quando eravamo piccoli o giovani, o un professore, un amico, un collega ecc, non deve essere necessariamente il classico tradimento. Ecco che viene in soccorso chi non è in grado di “tradirci” così come noi abbiamo percepito il tradimento quel giorno, in quel momento di vita, perché la persona con un altro animale non deve difendere alcunché, né il suo ego, né il suo lavoro, né il suo attaccamento ad una persona che per qualche motivo si è rivelata inadeguata. La deriva possibile è la chiusura al mondo e l’amplificazione di queste problematiche.

Altro aspetto della deriva è il fatto che è disposto/a a fare la fame pur di non “tradire” le necessità del gatto e non fargli subire un trauma. Ora, parliamoci chiaro, un trasloco è un po’ trauma un per tutti: fatica, ambiente diverso, perdita di abitudini che ci davano un po’ di sicurezza, acquisizione di altre abitudini, rumori diversi ecc

Che il gatto si affezioni all’ambiente e non alla persona dipende dall’attaccamento sicuro, insicuro, ambiguo determinati dagli studi in ASST (Ainsworth Strange Situation Test), ma i risultati del 2015 e quelli del 2019 sono discordanti riguardo ai gatti perché il gatto è sfuggente a questo tipo di test, e guarda che sono stati fatti fior di studi.

Personalmente non penso di avere lo stesso tipo di relazione che ha la persona che conosci con i gatti, dipende sempre dai punti di aggancio che ci offre la relazione e quali siamo disposti a cogliere e quali no. Non è voler bene o non voler bene, va oltre, ci coinvolge nel profondo sotto vari aspetti. Secondo me.


"Quando mi trastullo con la mia gatta chissà se essa non faccia di me il proprio passatempo più di quanto io faccia con lei" Montaigne
Aletto non è collegato   Rispondi Citando Vai in cima
Vecchio 01-11-2019, 23:21   #3
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violapensiero
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Utente dal: 03 2006
Sesso: Donna
Gatti: 4
Messaggi: 33,617
Predefinito Re: Confine tra voler bene ed esagerare

Guarda, che gli esseri umani deludano e tradiscano è cosa nota, e per me oramai consolidata. Non ci sfugge nessuno, parenti, amici, conoscenti.
Non credo di poter paragonare animali ed umani. I binari sono diversi. E personalmente, sono più propensa a capire e perdonare un micio che un umano. ..
Ho spedito insieme ad una amica, ben due mici a quasi 700 km di distanza per farli stare meglio. Non mi sono minimamente preoccupata del trauma. Perché tra strada e casa o rifugio, non ci sono dubbi.
Il gatto si affeziona alla casa, così dicono coloro che amano i cani e non i gatti. Se così fosse, perché la tua amica non esce ?
Credo che dietro al cosiddetto amore per gli animali, a volte si nascondano problemi di natura diversa, a carico degli umani. Frequentando il mondo del volontariato, e parlando con una'amica psichiatra, ho visto molte situazioni border line. Di gente che trova un contatto con la realtà e uno sfogo, col rapporto con gli animali. Naturalmente le sfumature sono moltissime. Ma il problema esiste. E la questione è che poi di questo comportamento a volte abnorme, soffrono in primis gli animali.
Nell'immaginario ancora arretrato di molti, chi non ama il prossimo suo, ama troppo gli animali. Cosa assolutamente non vera.


Quando tutto crolla, viene voglia di buttarsi insieme...
violapensiero non è collegato   Rispondi Citando Vai in cima
Vecchio 02-11-2019, 00:04   #4
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Malinka
Supergatto
 
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Utente dal: 02 2017
Sesso: Donna
Gatti: 7
Messaggi: 3,571
Predefinito Re: Confine tra voler bene ed esagerare

Secondo me, sempre che esista, il confine di cui parli è assolutamente soggettivo, è il modo in cui una persona in base a propri personalissimi parametri esprime un giudizio sul comportamento altrui.

Per esempio per te la tua collega ha passato la linea di confine tra voler bene ed esagerare e infatti affermi "mai arriverei a un punto simile".

Questa ipotetica linea di confine però è stata stabilita da te, non da una "legge" universale, che per altro non esiste e non potrà mai esistere.

Personalmente se fossi nei panni della tua collega, se mi piacesse davvero non rinuncerei a qualche uscita serale con gli amici per non lasciare a casa da sola la gatta!
In fin dei conti si tratterebbe solo di poche ore, durante le quali presumibilmente la micia si farebbe una bella dormita!

Invece da molti e molti anni io e mio marito non andiamo in ferie perché non vogliamo lasciare a casa i nostri gatti; ne soffrirebbero perché condividiamo la vita e non riuscirebbero a capacitarsi del motivo per cui noi umani improvvisamente non ci siamo più.
Non abbiamo però mai vissuto tutto ciò come una rinuncia, una privazione, ma semplicemente è stata una nostra precisa scelta.
Se avessimo ritenuto impensabile non andare in ferie, se la prospettiva ci avrebbe fatto soffrire, avremmo evitato di prendere con noi degli animali, in modo da essere liberi da qualsiasi legame affettivo.
Però passate quelle poche settimane o quel mese di ferie, negli altri 11 mesi di ogni anno non avremmo condiviso la vita con questi fantastici animali e questa assenza ci avrebbe lasciato un senso di vuoto, di mancanza.
E allora per come siamo fatti, per il nostro modo di sentire, per le nostre priorità esistenziali, la scelta è stata ovvia, non poteva essere che quella che abbiamo fatto.

E ovviamente c'è chi approva la nostra scelta e c'è chi la considera un'esagerazione...

Per quel che riguarda la casa, secondo me non è per niente vero che i gatti si affezionano di più ad essa che agli umani che ci vivono.
E' indubbio che la casa è il loro ambiente di vita abituale, il loro territorio nel quale trovano protezione, sicurezza, cibo e di conseguenza per dirla in termini umani, la amano.
Però il rapporto fra umani e gatti non è meno profondo di quello fra umani e cani, è solo che il gatto ha un modo diverso di manifestarlo e a un'osservazione superficiale (anche di molti proprietari) sembra che amino soprattutto la casa.
Quindi se l'umano ama profondamente il suo gatto, quest'ultimo ricambierà l'amore, ma se non si sente amato ovvio che si affezionerà soprattutto alla casa.

Anche noi in fatto di abitazioni abbiamo sempre cercato il meglio per i nostri gatti e ovviamente anche per noi, mediando tra le rispettive esigenze, però sempre tenendo ben presenti le nostre possibilità economiche e non facendo il passo più lungo della gamba.


Un essere nato uomo e un altro nato gatto | Camminano insieme | Per la via rugiadosa (haiku di Katō Shūson)
Malinka non è collegato   Rispondi Citando Vai in cima
Vecchio 03-11-2019, 10:49   #5
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Leny
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Predefinito Re: Confine tra voler bene ed esagerare

Non sono una psicologa, ma io penso che dietro a questo attaccamento, che per alcuni definiranno morboso, c'è qualche "trauma" subito dalla ragazza. Per trauma, parola che va presa con le pinze, intendo molto genericamente qualche brutta esperienza con le persone, delle delusioni, litigi, cose che hanno portato ad un senso di sfiducia verso le persone o la vita in generale e quindi trova maggior conforto nella sua gatta e cerca di preservare come meglio può questo legame.
Ad esempio, sin da piccola io ho sempre avuto una predilezione per i gatti, ma in questi ultimi anni ho vissuto periodi un po' duri e situazioni tristi e ho trovato così tanto conforto nei miei gatti che sono arrivata al punto di pensare che in futuro forse sarei più disposta a rinunciare ad avere figli (che comunque mi piacerebbe avere) che rinunciare ai gatti. Certo, non penso che arriverei al punto di isolarmi e ridurre i contatti sociali per stare più possibile con i miei gatti (tranne in quelle occasioni dove magari il gatto sta male e io devo e voglio stargli vicino) e se fossi nella tua amica, non penso che mi ridurrei con l"acqua alla gola per non traumatizzare la gatta. Forse lei non lo immagina, ma la micia avverte lo stress che la sua mammina prova a causa dei problemi economici, inoltre trasferirsi e avere più soldi penso porterebbe ad un tenore di vita migliore per entrambe.
È vero che il trasloco è un po' un trauma, ma non credo sia un trauma insuperabile per un gatto. Non conosco carattere, abitudini ed età della micia, ma penso che dopo un piccolo periodo di stress poi la situazione si sistema e lei sarà di nuovo tranquilla.

Anche secondo me comunque è una baggianata la storia del gatto che vuole bene solo alla casa, infatti lo dicono persone che al massimo danno da mangiare e quattro carezzine al gatto (solitamente un gatto che sta pure fuori) ed è ovvio che per il gatto il suo punto di riferimento diventa la casa in quanto luogo in cui può trovare del cibo forse anche un piccolo riparo, per poi tornare a girovagare finché non ha di nuovo fame e andare a farsi servire la pappa nuovamente.
Leny è collegato   Rispondi Citando Vai in cima
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